Lo snow
La storia dello snowboard ha, al contrario di ciò che si dice, radici molto più antiche dello sci; si narra infatti che il faraone TUTANKAMON (come dimostrano geroglifici rinvenuti nella sua tomba) amasse scendere dalle piramidi con una rudimentale tavola in basalto laccato, ed è risaputo che Cleopatra si concedesse a chi vinceva il boardercross detto “della Sfinge”. Sono state rinvenute, inoltre, incisioni del pittore Dietrino Pelicorti raffiguranti “serigrafie di soft in azione”; il Dietrino si ricorda, era noto per dipingere capolavori ed attrezzi sportivi visti da dietro e da sotto (morto il 19 febbraio 1503 di polmonite fulminante contratta dipingendo le ninfee di Monnet da sott’acqua). Anche una delle più note e misteriose terzine di Alighieri, da poco interpretata, diceva più o meno così: “Lieto allo sguardo era vedere i beati scivolare con grazia e con i piedi traversi, come penoso e triste era vedere i dannati scimuniti appesi a seggiole e vinti dal freddo”. Anche il famoso quadro “Le tentazioni di Sant’Antonio” di Salvador Dalì, raffigurava vicino alle magliarde senomunite e solleticanti il santo, la punta di una tavola recante marchio non pubblicizzabile ma evidente. Cristoforo Colombo, noto velista, quando arrivò nel nuovo mondo fu accolto dai selvaggi abitanti del luogo mentre scivolavano su tavole di legno appositamente sagomate e munite di attacchi soft; confondendoli con genti possedute dal maligno, com’era moda dell’epoca, li sterminò tutti, ed inventò lo sci. La vendetta la consumò Jack Carpenter Burton discendente dei selvaggi succitati, quando astutamente fece provare un Burton Safari lungo svariati metri, ad un discendente dell’esploratore che incapace di manovrare, entrò a gran velocità in un bosco di faggio e ne uscì provato nel corpo e nello spirito. La sua origine “si pensa americana” ha fatto spesso collegare gli snowboarder con i capi indiani, grandi fumatori di calumet della pace, come dimostrano i test effettuati su Ross Rebagliati, primo vincitore di medaglia olimpica di snowboard, mentre l’origine alpina dello sci ha da sempre assimilato gli sciatori di vario genere agli alpinisti più radicali, grandi bevitori di grappa. In tutti e due i casi le leggende non trovano riscontro, visto che vi sono snowboarder bevitori, sciatori fumatori e financo sciatori e snowboarder astemi, non fumatori, vegetariani e funs dei “Pooh”. Ai giorni nostri al mondo si vendono milioni di tavole l’anno, con un indotto di miliardi di euro, solo sull’attrezzo, ed altrettanti sull’indotto che intorno al mondo dello snowboard grava. Grandi multinazinonali quali Nike, Adidas, Inter e Milan si interessano a questa ghiotta opportunità, tanto che le squadre milanesi la prossima stagione scenderanno in campo con lo snowboard calzato.

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